venerdì 1 ottobre 2010

Rinascere


Mentre eseguivo questa copia del Tiepolo per uno studio sull’utilizzo della sanguigna, riflettevo sul fatto che sono state poche le volte in cui abbia ritratto o disegnato uomini già avanti con l’età. La maggior parte delle volte i soggetti dei miei dipinti sono stati i bambini per il senso di spensieratezza, ingenuità e allegria che riescono a trasmettere.
Tra i vari disegni dei grandi maestri questa è stata l'immagine che ho scelto e non solo per la spontaneità e immediatezza del tratto.
Mentre disegnavo pensavo: A chi sta rivolgendo lo sguardo così mite e umile?
Cosa ci sarà dietro ogni sua ruga… quale ricordo?
Chissà se veramente la sua lunga barba è sinonimo di quella vera saggezza che non sta nel numero dei propri anni, ma nel cuore di chi ha acquisito tanti insegnamenti dalle esperienze di una vita vissuta in maniera profonda e non superficiale?
Mentre riflettevo su tutto ciò, a disegno finito mi sono accorta come la  mente spesso cerca di mettere in rapporto e accomunare immagini a fatti o persone.
Così guardando quell’uomo mi è venuto in mente Nicodemo.
Nicodemo era un Giudeo istruito, membro del Sinedrio e dottore della legge, che era stato affascinato dalla parola di Gesù, ma che aveva paura di manifestare pubblicamente la sua simpatia nei confronti di Gesù. Per questo egli andò a visitarlo di notte per dialogare con lui come racconta il Vangelo di Giovanni.
Adesso io non so se Nicodemo fosse così anziano come l’uomo raffigurato sopra, ma ciò che mi ha fatto pensare a lui era esattamente questa domanda: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» Questa fu la domanda di Nicodemo rivolta a Gesù  in seguito alla  risposta: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio».
Gesù parlava della rinascita spirituale.
Quella rinascita che io stessa ho sperimentato.
Riconoscendo che non ero giusta davanti a Dio, alla Sua Santità, alla Sua purezza, ho piegato il mio cuore a Lui ed  ho riconosciuto che soltanto Egli mi poteva salvare, donare il perdono e la Vita eterna. Ho ricevuto Gesù nella mia vita, come Salvatore e Signore. 
Avevo capito che essere peccatori non voleva dire essere soltanto omicidi, ladri, adulteri ecc… io non ero queste cose eppure ero ugualmente peccatrice davanti a Dio, bisognosa del Suo amore, perdono e salvezza. Essere una persona mite, tranquilla, che aiuta e ama il prossimo e cerca di rispettare i comandamenti non faceva di me una figlia di Dio, non mi rendeva giusta davanti a Dio, perché non ero dipendente da Lui, non avevo abbassato il mio io, il mio orgoglio. E per quanto mi sforzassi di avvicinarmi a Lui compiendo delle buone opere non potevo ottenere la salvezza, non potevo essere giustificata, non  potevo raggiungerLo.
Capii che Gesù era morto al posto mio per riconciliarmi al Padre. Ha sacrificato la Sua vita preziosa per tutti i miei peccati, quelli passati, presenti e futuri. Non ci sarebbe stato scampo per me.  Così in preghiera Gli ho chiesto di perdonarmi e salvarmi, di essere sua.  Lui l’ha fatto.
Da allora Gesù è sempre vicino a me, non mi abbandona mai, è fedele alle sue promesse.
"Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine dell'età presente" Matteo 28:20
Ogni giorno scelgo di sottomettermi a Lui, perché mi sento al sicuro, protetta; Egli sa tutto di me e mi ama comunque di un amore incondizionato. Se io "cado", Egli con amore è pronto a rialzarmi su. Così so di avere un grande valore ai suoi occhi, e questo mi riempie di felicità.
Ogni giorno il mio impegno è quello di ricercare la sua volontà, dando importanza alla mia comunione con lui, riponendo ogni mia speranza, sogno, desiderio nelle Sue mani.
Arrendermi a Dio è la risposta naturale al Suo amore e alla Sua grazia. Dono a Lui la mia vita non per paura o per dovere, ma per amore: “Perché Egli ci ha amati per primi”.
So che Egli ascolta le mie preghiere e risponde al momento opportuno. 
E la mia preghiera oggi è per coloro che hanno un grande vuoto nella propria vita, quel vuoto che  sentivo nel mio cuore e che cercavo  di riempire con mille cose, mille intereressi, non sentendomi  mai  completa e felice.
 Quel vuoto che ci si  ostina a riempire con le cose materiali di quaggiù, carriera, successo, affetti, beni materiali, tutte cose destinate a finire, perire con la nostra vita terrena.
Quel vuoto che non riusciamo mai a colmare ha una precisa forma… la forma di Dio.
Solo Lui può riempire il nostro vuoto e darci quella sensazione di appagamento e completezza. Quell’amore incondizionato che non possiamo trovare in nessun altra persona, perché il Suo amore è divino e incommensurabile.
Non saremo mai completamente felici su questa terra  perché non è previsto che lo siamo. La terra non è la nostra dimora finale. A questo pensiero tutte le cose non eterne sono futili… e quindi ciò che conta veramente è Dio, Colui che ci ha creati, che ci ama e che in ogni momento ti invita ad aprire il cuore perché entri nella tua vita e la inondi di Amore.
A me e a Nicodemo, Dio  ha donato  una vita nuova che scende dall'alto e che trasforma la persona nel proprio intimo. Siamo rinati di nuovo.

COME OTTENERE LA SALVEZZA E VIVERE CON DIO
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