lunedì 7 novembre 2011

Nuova Vita

Titolo: Nuova Vita
Tecnica: grafite e acrilici su tela (60x80)

Questo è un dipinto finito da poco, giusto qualche giorno.
Ho pregato tanto quando era ancora un'idea, poi uno schizzo e mentre dipingevo. Pregavo che su quella tela potessi dipingere qualcosa che facesse piacere a Dio, che parlasse al cuore delle persone.
Io penso che non sia difficile capirne il significato, alcune persone a me molto care lo hanno colto subito, hanno sentito un' emozione dentro, provato dei sentimenti, dei ricordi...proprio ciò che volevo esprimere e comunicare, e di questo sono grata a Dio!
Riassumo di seguito il messaggio che contiene.


E' subito evidente che si tratta di un volto diviso a metà, nella metà di sinistra il volto è triste, angosciato, l'espressione e i colori lo sottolineano.

 Una donna con le sembianze di un albero a sinistra ne spiega il perchè: essa ha un vuoto interiore. Nella propria vita affonda le sue radici in una terra che sembra evanescente, che non ha certezze, quindi nelle cose materiali; i suoi rami non danno frutto, sembrano non avere più vitalità e ciò perchè una persona può fare mille cose, trovarsi mille impegni, riuscire anche in certe imprese ma alla fine, nei momenti di profonda riflessione, in  quei momenti in cui rimarrà sola con se stessa e guarderà dentro il proprio cuore,  scoprirà che  nessuna di quelle cose durante la sua esistenza ha colmato quel vuoto in fondo al cuore. 
Tutte le cose che fa, come foglie secche vanno via, lei cerca di trattenerle attraverso una rete di sistemi alla quale vuole appartenere per sentirsi valida, sentirsi viva... ma tutte le sue opere, (le foglie) continueranno a scivolare via. E' in un ambiente scuro, anche se in lontananza esiste qualche bagliore di luce, le tenebre stanno per avvolgere il suo essere. 
 
L'altra metà del viso è quella che sceglie Dio, che è rinata spiritualmente, che aspira alle cose di Dio. E' solare, vitale, e sorride.  La figura vicino a destra, al contrario dell'altra, sembra eterea, volare verso l'alto, nessuna radice in una terra che passa in fretta. E' più il lato spirituale che viene sottolineato: la sua vita rifiorisce, la rete si scioglie ed ecco che si trasforma in steli con foglie che seguono il movimento dei fiori, dei petali che danzano davanti alla luce celeste e divina dalla quale la nuova donna, la nuova vita, si lascia inondare.
 E' un dipinto sentito, una testimonianza personale.




Ho visto i due volti da piccola, nell'espressione di mia madre. In un momento di depressione, dopo aver fatto tanto, nell'aver dato amore e conforto a chi ne aveva bisogno, una profonda paura e solitudine la rapì. Nel suo cuore capì che tutte le cose che poteva fare, non servivano a colmare il vuoto interiore che ogni uomo prima o poi sente. Aveva improvvisamente paura della sofferenza, della morte ... Lei pensava si trattasse di quella fisica, ma oggi sono sicura che direbbe spirituale. Difatti come conseguenza, senza che nessuno le dicesse niente, cominciò a leggere un libro di racconti biblici per bambini che io avevo custodito sin da bambina.  Era alla ricerca di Dio. Pian piano capì che quel vuoto in fondo al cuore aveva la forma di Dio, e poteva essere ricolmato solo da Lui.
Dio si servì di quel momento cupo e scuro per avvicinarla a Se ed offrirle amore, perdono e salvezza.

Ho rivisto in me le stesse espressioni, per altri motivi e situazioni usate anche queste da Dio affinchè potessi aggrapparmi a Gesù che ha vissuto su questa terra da uomo ed ha sperimentato il dolore e la sofferenza, ha provato il distacco e l'abbandono del Padre quando su di Sè ha preso i peccati di ognuno. Grazie a Lui, che ha parlato al mio cuore, sono rinata e Gli appartengo.























"Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me." Gesù  (Apocalisse 3:20)

Apri la porta del tuo cuore.

 PADRE VENGO A TE...

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sabato 5 novembre 2011

Aspettando con fede

Titolo: Al fiume col nonno
Tecnica: Olio su tela (40x50)

Ricordo benissimo il momento in cui fui rapita da questa immagine. Purtroppo non l'ho vista dal vero, ma era una di quelle foto che si trovano nei depliant sistemati sugli espositori esterni alle agenzie di viaggi.
La cosa che mi colpì non furono soltanto i colori, bensì un particolare che pochi notano: si tratta del gesto che fa il  bambino dimostrando al proprio nonno con  tanta  fantasia e immaginazione che tipo di pesce grande e grosso aveva preso quando lui non c'era. Ricordo che mi fece sorridere e mi piacque così tanto che fui veloce anche nell'esecuzione del dipinto.
E' strano notare a distanza di tempo, come allora, personalizzando questa immagine, abbia dato al nonno la somiglianza di mio padre con l'aspetto di adesso, e al bambino che somigliava un pò a mio fratello da piccolo la somiglianza attuale di mio nipote che ancora a quei tempi non c'era. Effettivamente ora chi guarda il quadro, che si trova a casa di mia madre (non l'ho mai voluto vendere), pensa proprio che siano i loro ritratti in un'ambientazione bellissima di calma e pace.
Non l'ho mai venduto, forse perchè dietro, oltre quelli  già raccontati, c'è un intreccio di ricordi che mi lega particolarmente a questo dipinto. L'ho eseguito dopo un momento triste della mia vita, in un momento di crescita interiore, ma non solo... mi ricorda tantissimo il mio passato da bambina.
I mie genitori avevano l'hobby della pesca, e ricordo i miei sentimenti... soprattutto di impazienza. Non riuscivo a capire come potessero star li ore ed ore ad aspettare. Così osservavo il mare aspettando, aspettando o che prendessero un pesce o che andassimo via. Ricordo che per capire e soddisfare queste mie curiosità, provai anch'io più volte a prendere una canna e gettare l'amo in mare ma non mi piacque molto. Innanzitutto immaginare come il pesce si impigliava  a quella "toccata" o scossetta che si sentiva attraverso la canna e poi star li, tutte quelle ore, seduta senza far niente...
Da bambina dicevo ai miei che si perdeva solo tempo, perciò preferivo portarmi qualcosa da leggere o carta e colori per disegnare. Loro dicevano che tra ciò che facevo io e quello che facevano loro alla fine non vi era molta differenza, come per me era una passione il disegno, per loro era una passione la pesca. Non  importava quanto dovessero aspettare, quell'attesa stessa diventava piacere in vista di qualcosa che alla fine, pesci presi o non presi, li aveva soddisfatti concedendo loro una giornata di relax.
Si, forse è vero... è l'atteggiamento che assumi mentre aspetti che fà la differenza!
Sin da piccola, disegnando, strappando fogli e ridisegnando, aspettavo il tempo in cui potessi vedere dei miglioramenti per poter poi passare ad una nuova tecnica e soprattutto alla pittura. Molte volte la fretta voleva prendere il sopravvento, a volte piangevo per gli insuccessi  ma grazie ai miei genitori, al loro incoraggiamento, capivo che la crescita in qualsiasi campo, avveniva gradualmente e che il segreto per migliorare era proprio nell'aspettare esercitandosi  pazientemente.
L'ho meditato e ci ho ripensato l'altro giorno durante una lettura biblica.
C'è un bellissimo Salmo che dice così:
Io ho pazientemente aspettato l'Eterno,
ed egli s'è inclinato a me ed ha ascoltato il mio grido. (Salmo 40:1)

Quante volte dopo aver pregato per una situazione difficile da risolvere o da raggiungere, anzichè sentire la pace e la calma di Dio, dopo qualche ora ho sentito tristezza o impazienza? Era una preghiera fatta con poca fede, oppure una preghiera fatta con fede ma dove le mie preoccupazioni e ansie vincevano il completo abbandono che dovevo avere in Dio.
E' proprio quella parola "Pazientemente" che fa la differenza!
E' l'atteggiamento che vuole Dio da noi; quando una risposta da parte di Dio tarda a venire, non è perchè lui tarda a rispondere per il piacere di farlo è perchè prepara ogni cosa nei modi e tempi giusti e nel frattempo le ore, i giorni che passano nell'attesa, rappresentano la prova  affinchè possiamo crescere forti nella fede.
Egli non è sordo alle nostre suppliche, Egli ci ascolta con amore e risponde al tempo giusto.
La fiducia viene sperimentata proprio nell'attesa.
Purtroppo la fretta di vedere risolti certi problemi anzichè farci agire sotto la Sua santa e perfetta volontà ci fa agire secondo il nostro volere, e quante volte le situazioni peggiorano o non migliorano affatto!

C'è un episodio nella Bibbia che parla proprio di questo, si tratta dell'impazienza del re Saul.
Saul commise questo gran peccato a Ghilgal, agli inizi del suo regno sopra Israele. 
Il profeta Samuele aveva unto Saul come re e disse chiaramente a Saul che egli era l'uomo divinamente chiamato a rompere i legami che i Filistei tenevano su Israele.
Mentre il tempo della guerra si faceva più vicino, Samuele comandò a Saul di attenderlo prima di andare in battaglia.
Tutto il popolo si doveva radunare a Ghilgal per cercare il Signore per una guida; Samuele sarebbe allora tornato con dei comandi specifici da parte del Signore. Disse a Saul: "Tu aspetterai sette giorni finché io giunga da te e ti faccia sapere quello che devi fare". (1 Samuele 10:8).
Dio soltanto doveva avere il controllo. Il piano di guerra contro i Filistei doveva essere tutta opera Sua. Samuele rappresentava la voce del Signore ed attraverso lui Israele avrebbe ricevuto una guida sovrana e divina. 
Dio stesso stava per formare tutti i piani d'Israele e mostrare loro come ingaggiare la guerra. Quindi Saul stava aspettando a Ghilgal una parola che venisse da Samuele; ma la guerra cominciò prima del previsto.
Mentre attendeva in quel luogo, Saul diventava sempre più impaziente per l'arrivo di Samuele. I Filistei stavano per muoversi, ma secondo il comando di Dio, Saul  non poteva scendere in battaglia fin quando Samuele avesse portato la parola per dirigere Israele.
Nel frattempo l'esercito israelita era nel panico. Erano in pochi e senza spade,  possedevano solo ascie e utensili da fattorie, al contrario del ben armato e numeroso esercito Filisteo.
Mentre quest'ultimo si avvicinava, gli uomini di Saul ebbero paura; in breve stavano disertando da ogni parte.
Dio sapeva dal principio che Israele sarebbe stata in questa situazione, ma non aveva importanza la dimensione o la potenza del loro nemico, gli israeliti dovevano riunirsi in fede per attendere Dio e la Sua chiara parola di guida.  
Saul invece di attendere come Dio aveva comandato tramite Samuele, dette un termine a Dio per agire. Non lo dichiarò apertamente e a parole,  ma lo fece comunque nel suo cuore. 
Saul decise che se una parola dall'alto non fosse arrivata entro un certo tempo, avrebbe fatto quanto fosse stato necessario per salvare la situazione. Egli aspettò sette giorni, secondo il termine fissato da Samuele; ma quando vide che ancora Samuele non giungeva peccò. Prese il posto da sacerdote  e iniziò ad offrire dei sacrifici. Samuele era proprio lì vicino, stava per giungere era solo in ritardo di alcune ore,  perché Saul doveva essere provato.
Dio voleva dare a Saul una testimonianza di una umile dipendenza da Lui in ogni cosa, ma Saul fallì la prova; aveva guardato alle condizioni che peggioravano e che apparivano senza speranza.
Saul sentì una forte necessità di darsi da fare immediatamente in quella situazione; alla fine la sua impazienza prese il sopravvento, di conseguenza le sue azioni non furono approvate e benedette dal Signore, perchè fece prevalere la paura, l'impazienza, il proprio orgoglio, il proprio io.
La logica gli diceva che l'ora si era già fatta troppo tarda, che qualcosa doveva essere fatta.
La fede invece è tutt'altra cosa, difficile da spiegare ma facile da capire se si ha un cuore umile e semplice:
"Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono." (Ebrei 11:1)
Quante volte si agisce come Saul, siamo impazienti vogliamo tutto presto e subito, senza voler capire che Dio agisce in modi e tempi giusti e fa tutto per il nostro bene!

Trovo di aiuto e conforto questo versetto, lo ripeto nella mia mente per tutti quei momenti in cui l'impazienza mi soffoca e mi fa soffrire:
... e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio;  non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l'afflizione produce pazienza,  la pazienza esperienza, e l'esperienza speranza." (Romani 5. 2-4)



martedì 1 novembre 2011

La mia Luce

 Titolo: Come un faro"
Tecnica: Acrilici su tela (30X60)

Tempo fa, mentre dipingevo questo quadro riflettevo e meditavo su quanto è importante la luce di un faro nella notte per coloro che navigano. Con la sua luce, i suoi segnali luminosi, rappresenta una guida, un avvertimento, a volte una speranza.
Da piccola, dato che i miei genitori avevano come hobby quello della pesca, spesso mi ritrovavo di sera a star lì accanto a loro con l'impazienza e la voglia di andare via per la noia, ma se ci trovavamo su una spiaggia o tra gli scogli, dove un faro era ben visibile, restavo lì incantata ad osservarlo, mentre la sua lanterna con il suo fascio di luce intermittente o roteante, illuminava  il mare.
E immaginavo storie antiche, di naviganti che si sentivano smarriti o impauriti tra il nero del cielo e del mare perchè avevano perso la rotta, o si trovavano in mezzo alle onde impetuose. Pensavo a quale conforto e speranza potevano avere nell'avvistare la luce di un faro, nel sapere che erano vicino ad una costa ed avere il tempo per agire, per mettersi in salvo.
Nella mia vita spirituale posso paragonare la fede in Dio alla luce di un faro: nei momenti più bui, più difficili, più tristi, Dio mi ricorda che Egli stesso è la mia Luce, la mia Speranza, il mio Rifugio. Egli illumina i miei passi, è la Luce sul mio sentiero.
Ci sono dei versi bellissimi nella Sua Parola che parlano di questo,  versi che mi hanno aiutato e confortato donandomi la pace nelle avversità, la fede nella preghiera.

"Il Signore è la mia luce e la mia salvezza;
di chi temerò?
Il Signore è il baluardo della mia vita;
di chi avrò paura? "(Salmo 27:1)
"La tua parola è una lampada al mio piede
e una luce sul mio sentiero." (salmo 119:105)


Gesù stesso si definì  la luce del mondo come affermano questi versetto:
"Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo". (Giov. 9:5)
"Io sono venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre". (Giov.12:46)

Sono consapevole del fatto che avendo ricevuto Cristo nella mia vita e avendo, tramite Lui, comunione con il Padre, io sono figlia della Luce e la Luce deve risplendere in me, il mio compito quindi è quello di testimoniare del Suo grande e immenso amore, del Suo perdono.

"Perché in passato eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce." (Efesini 5:8)
"Voi siete la luce del mondo. Una città posta sopra un monte non può rimanere nascosta, e non si accende una lampada per metterla sotto un recipiente; anzi la si mette sul candeliere ed essa fa luce a tutti quelli che sono in casa.
Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli." (Matteo5:14-16)



Certo, non è sempre facile, soprattutto in mezzo alle difficoltà o nei momenti tristi, ma so ed ho sperimentato che il Signore mi consola, mi dà conforto. A volte in preghiera, mentre  lacrime calde scorrevano dai miei occhi e solcavano il mio viso, sentivo il suo abbraccio (una pace ed un conforto che pervade il  cuore) e capivo, grazie al Suo Spirito, che le prove in cui mi trovavo servivano a fortificare e far crescere la mia fede, a rinunciare al mio volere, affinchè io potessi aggrapparmi a Lui che desidera il meglio per me, che ha un progetto e disegno meraviglioso per la mia vita.

Tempo fa, proprio per questi momenti, ho trascritto una  piccola frase nell'ultima pagina della mia piccola Bibbia, mi ha sempre aiutato e dice così:
Non pregate per una vita facile, pregate di essere gente forte. Non pregate per compiti pari alle vostre forze, pregate per avere forze pari ai vostri compiti.

Poi di seguito ho aggiunto questo versetto: "Io sono con voi tutti giorni, fino alla fine dell'età presente"(Gesù)
Si tratta di  una promessa! Sta a me giorno dopo giorno afferrarla e viverla!
Perciò ogni volta nei miei post trascrivo, oltre ai miei pensieri e alle mie esperienze, sempre i versetti della Bibbia perchè non è altro che Luce e Verità!


"Perché siate irreprensibili e integri, figli di Dio senza biasimo in mezzo a una generazione storta e perversa, nella quale risplendete come astri nel mondo, tenendo alta la Parola di Vita..." (Filippesi 2:15)

domenica 9 ottobre 2011

Sei importante

Titolo: Dall'ombra alla luce
Tecnica: Olio su tela (50x70)

Noi non siamo frutto del caso. La nostra vita non è frutto di una casualità naturale. I nostri genitori potrebbero non aver pianificato la nostra nascita ma Dio l'aveva fatto,  perchè prima che noi fossimo concepiti dai nostri genitori siamo stati concepiti nella mente di Dio. Siamo in vita perchè Dio ha voluto crearci.
Ogni singolo particolare, dettaglio del nostro corpo, il colore degli occhi, della pelle, dei capelli... ogni altra caratteristica è stata scelta da Dio. Egli ha anche deciso i talenti naturali che avremmo posseduto e l'unicità della nostra personalità.

Salmi 139:13-15

13 Sei tu che hai formato le mie reni,
che mi hai intessuto nel seno di mia madre.
14 Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo stupendo.
Meravigliose sono le tue opere,
e l'anima mia lo sa molto bene.
15 Le mie ossa non ti erano nascoste,
quando fui formato in segreto
e intessuto nelle profondità della terra.
16 I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo
e nel tuo libro erano tutti scritti
i giorni che mi eran destinati,
quando nessuno d'essi era sorto ancora.

Dio ha un motivo per tutto ciò che crea. Ogni pianta e ogni animale sono stati progettati da Dio, e ogni persona è stata creata con uno scopo. Il motivo per cui Dio ci ha creati è il Suo amore.
Noi siamo al centro del Suo amore e siamo l'elemento più prezioso della Sua creazione.

Giacomo 1:18

Egli ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità,
affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature.

Dio ci ha creati per poterci amare, è una verità basilare per la mia vita. Dio è amore e l'amore è l'essenza del carattere di Dio. Dio non aveva bisogno di crearci perchè già c'è un amore perfetto in Lui, nella Sua Deità, nel Suo essere il Padre, il  Figlio e lo Spirito Santo.
Egli ha voluto crearci per esprimere il Suo amore.
Non possiamo essere frutti del caso, di combinazioni accidentali avvenute nell'universo. Dio ci ha creato per un motivo, la nostra vita ha valore e importanza per Lui...

Isaia 49:1

Il SIGNORE mi ha chiamato fin dal seno materno,
ha pronunciato il mio nome fin dal grembo di mia madre.

Salmi 71:6

Tu sei stato il mio sostegno fin dal grembo materno,
tu m'hai tratto dal grembo di mia madre;
a te va sempre la mia lode.


Siamo così importanti per Dio che ha mandato il Suo Unico Figlio per salvarci; Egli morendo per noi, per i nostri peccati ci dona una vera vita, la salvezza, la vita eterna.
Siamo stati creati con tanto amore e per tale amore ci ha donato la libertà, perchè la libertà è figlia dell'amore, perciò Dio ci lascia liberi anche di sceglierlo.
Dipende da noi, aprirGli  il cuore e farlo entrare e  rimanere.
Io l'ho fatto ed è meravigliosa la mia vita da quando Lui dimora in me, ne capisco l'importanza e il valore.
Il vuoto che prima o poi ogni persona sente nell'animo è stato ricolmato dal Suo Amore.
Quel vuoto... possiamo cercare di colmarlo con tantissime cose o non pensarci facendo miriadi di cose, ma quel vuoto rimane sempre lì se non facciamo entrare Gesù nella nostra vita, perchè quel vuoto è a forma di Dio.

GESU' TI AMA COSI' COME SEI  :)

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mercoledì 5 ottobre 2011

Le nostre potenzialità


 Titolo: Giovane masai
Tecnica: Acrilici e pastelli su carta (20x30)

Quando osservo questo dipinto sono soddisfatta per aver colto l'espressione di questo giovane masai, così determinata, fiera e coraggiosa. Il suo sguardo mi dà la sensazione come di qualcuno che accetta una sfida, che guarda il suo bersaglio ed è pronto ad agire.
Ci sono delle volte in cui realizzo i miei dipinti perchè ispirata da ciò che leggo, da un pensiero, altre volte invece semplicemente perchè, catturata da un'immagine particolare voglio rappresentarla; ma accade anche che, dopo il mio tempo di lettura e meditazioni, dia a ciò che leggo e medito un'immagine, e questo dipinto eseguito un paio di anni fà, mi è venuto in mente dopo aver letto la storia di Gedeone nel libro dei Giudici.
Il popolo d’Israele ai tempi di Gedeone, a causa della propria  infedeltà nei confronti del Signore,  viveva in una situazione difficile e penosa, sotto le angherie dei Madianiti. Gli Israeliti non solo vivevano in paura, ma anche le loro attività lavorative, consistenti nella semina, non venivano ricompensate. Il motivo di questo loro disagio consisteva nel fatto che, quando arrivava il tempo della raccolta, i Madianiti e gli Amalechiti accampandosi, distruggevano tutti i prodotti del paese fino a Gaza e non lasciavano in Israele né viveri, né pecore, né buoi, né asini (Giuidici 6:4).
Durante tale periodo, che si protrasse per ben sette anni, gli Israeliti ormai impoveriti, trovarono il modo di gridare al Signore la propria disperazione, implorando il Suo intervento divino affinché fossero liberati. Il Signore ricordando loro, tramite un profeta, le grandi e potenti opere che ogni volta aveva fatto per liberarli dalla mano del nemico, ribadì che continuavano a prostrarsi davanti ad altri dei nonostante il Suo amore, il Suo perdono, la Sua liberazione.
Dio che è buono e misericordioso e lento all'ira anche questa volta li esaudì.
Invocami nel giorno della sventura; io ti salverò, e tu mi glorificherai» (Salmo 50:15).
Dio si dimostra sempre disponibile a venire in soccorso a colui che Lo implora così chiamò Gedeone per affidargli la missione di liberare Israele dalla tirannia dei Madianiti.
Il saluto con il quale l’angelo del Signore si presentò a Gedeone: «Il Signore è con te, o uomo forte e valoroso!» mi ha fatto meditare perchè Gedeone non dà l'impressione di un uomo forte e valoroso. Mentre trebbiava il grano nello strettoio per nasconderlo ai Madianiti, di fronte a questa definizione da parte del Signore  rimase perplesso, anzi per Gedeone che si considerava il più piccolo nella casa di suo padre» (Giudici 6:15), era inconcepibile sentirsi definire uomo forte e valoroso.
Proseguendo nella lettura si può vedere come Gedeone fu titubante e insicuro, come poteva Dio allora definirlo tale? Gedeone inizialmente non riuscì a comprendere com'egli avrebbe potuto attuare il piano così ambizioso di salvare Israele dalla tirannia dei Madianiti.
La risposta è che Dio vedeva già le sue potenzialità.
Quando le cose di Dio si affrontano con la logica umana non è facile capire quello che Dio promette. Diversamente se interviene la fede, che è essenzialmente e sempre "certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose non si vedono" (Ebrei 11:1), la veridicità della parola del Signore sarà messa in evidenza.
Ho riflettutto sul fatto che molte volte anch'io mi sento come Gedeone, piccola, paurosa, titubante davanti ad un futuro che non conosco, anche se con un grande desiderio di servire Dio. Ma proprio quando sono debole, stanca e insicura, attingendo la mia forza da Dio mi approprio delle potenzialità che lui vede in me, nell'ubbidienza e nella sottomissione.
Dio può fare grandi cose con un cuore sottomesso a Lui, un cuore che vuol seguirlo, servirlo e onorarlo.
Ciò che ai nostri occhi rappresenta un fattore negativo, agli occhi di Dio è un fattore positivo: egli sceglie la debolezza del mondo per far apparire ciò che avviene per opera sua, affinché nessuna carne si vanti al suo cospetto (1 Corinzi 1:29) Le parole di Gesù mi danno il coraggio , la spinta ad un atteggiamento positivo e attivo.
"Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho scelto voi, e vi ho costituiti perchè andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; affinchè tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome Egli ve lo dia" (Giov.15:16)
"Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sè dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me" (Giov. 15:4)
Hudson Taylor, il grande missionario della Cina , disse: "Molti cristiani valutano le difficoltà alla luce delle proprie risorse e perciò osano molto poco e falliscono sempre. Tutti i giganti sono stati uomini deboli che hanno realizzato grandi cose per Dio perchè hanno fatto affidamento sulla sua potenza e sulla sua presenza con loro".
Dio stesso è quindi la sorgente da cui attingere la forza, la potenza di cui ho bisogno affinchè possa essere portata a compimento ogni opera buona che Dio ha iniziato in me.
"Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedememente preparato, perchè le compiamo." (Efesini 2:10)
Come per Gedeone, non ha nessuna importanza quello che noi pensiamo di essere o che altri potrebbero dire di noi; ha piuttosto valore quello che Dio afferma di noi.

«Il Signore è con te, o uomo forte e valoroso!»

lunedì 2 maggio 2011

In un uomo

 Titolo: In un uomo
Tecnica mista (50X70)

Questo è il titolo dato al dipinto appena finito.
Perchè "in un uomo"?
Forse come uno scrigno egli racchiude desideri, sogni, emozioni, sentimenti, pensieri che determinano la propria personalità? Oppure...
No, non oppure ma sicuramente c'è di più.
Il suo nascere dalla terra, il suo gesto rilassato, i suoi occhi chiusi, hanno un significato per me.
Questo dipinto è nato da alcune riflessioni su dei versi bellissimi letti nella Parola di Dio.
Letti, meditati, e riletti come una preghiera:

"SIGNORE, che cos'è l'uomo, perché te ne prenda cura?
O il figlio dell'uomo perché tu ne tenga conto?
 L'uomo è simile a un soffio,
i suoi giorni sono come l'ombra che passa." (Salmo 144:3-4)


Eppure...

"Il Signore lo trovò in una terra deserta,
in una solitudine piena d'urli e di desolazione.
Egli lo circondò, ne prese cura,
lo custodì come la pupilla dei suoi occhi.
Come un'aquila che desta la sua nidiata,
volteggia sopra i suoi piccini,
spiega le sue ali, li prende
e li porta sulle penne". (Deuteronomio 32:10-11)

"O Dio, com'è preziosa la tua benevolenza!
... Poiché in te è la fonte della vita
e per la tua luce noi vediamo la luce.
 Fa' giungere la tua benevolenza a quelli che ti conoscono,
e la tua giustizia ai retti di cuore". (salmo 36:7-10)

Beati quelli che trovano in te la loro forza,
che hanno a cuore le tue vie!
Un giorno nei tuoi cortili val più che mille altrove.
Io preferirei stare sulla soglia della casa del mio Dio,
che abitare nelle tende degli empi.
Perché Dio, il SIGNORE, è sole e scudo;
il SIGNORE concederà grazia e gloria.
Egli non rifiuterà di far del bene a quelli che camminano rettamente. (salmo 84:5,10-11)

Poiché Tu sei grande e operi meraviglie;
tu solo sei Dio.
O SIGNORE, insegnami la tua via;
io camminerò nella tua verità;
unisci il mio cuore al timor del tuo nome.
Io ti loderò, Signore, Dio mio,
con tutto il mio cuore,
e glorificherò il tuo nome in eterno.
Perché grande è la tua bontà verso di me:
tu hai salvato l'anima mia dal soggiorno dei morti. (Salmo 86:10-13)



O Eterno, beato l'uomo che confida in Te!







 

domenica 20 marzo 2011

Nel mio cuore...


"Tristezza"
grafite su carta
Sono triste...
Stamattina il mio pensiero è fisso su tutto quello che è stato capace di fare l'uomo alla natura meravigliosa che Dio ci ha donato.
Così bella, perfetta, immacolata  all'inizio, forse inimmaginabile per noi, cosa è diventata oggi? L'egoismo dell'uomo, l'avidità per i propri interessi, il non rispetto per qualsiasi altra forma di vita ha rovinato tutto!
Ieri mattina quanta angoscia nel mio cuore! Pensavo al Giappone, non solo ai reattori nucleari danneggiati e quindi a tutta la radioattività riversata nell'aria, ma a questa gente, che cammina, si guarda attorno, in modo così composto, a volte con qualche lacrima, o una mano sul volto, a volte in silenzio senza una lacrima, una parola, con lo sguardo smarrito. 
A quelle immagini, il mio dolore cresce, nell'animo grido per loro, come se volessi sciogliere il loro enorme nodo in gola e dar voce alle loro urla mute e strazianti, piango per quei loro occhi che non riescono più a trattenere il pianto.
Questa nazione che ha già visto in passato, per la guerra, una loro città annientata da "un gran sole" carico di radioattività...
Quanto male si può sprigionare dal cuore dell'uomo in un secondo!
E non solo per la guerra!
Ma perchè, dopo tutto quello che è successo tempo fa a Chernobyl, l'uomo si ostina a creare dei mostri?!!
Ancora la gente di quei luoghi paga le conseguenze, si vedono immagini di bambini malformati in modo veramente mostruoso.

Ma cosa abbiamo fatto Signore alla tua opera meravigliosa?!
IL tuo amore si è manifestato sin dalla Genesi, dalle origini, con la libertà, perchè la libertà è figlia dell'amore, chi ama veramente non costringe nessuno.
Così Tu hai lasciato l'uomo libero di amarti, seguirti; gli avevi dato in custodia il tuo giardino, con tutte le forme di vita in esso contenute perchè lo  curasse, e invece l'ha distrutto!!
L'uomo ha abbandonato la tua mano che conduce per sentieri di vita e giustizia ed ha incontrato la desolazione: niente sentieri, solo smarrimento e tenebre lontano dalla tua luce. E questi sono gli effetti che si vedono: una terra malata, deturpata, che adesso cercano tutti di guarire... ma la vera guarigione deve partire dal proprio cuore che è diventato duro,  insanabilmente ingannevole e maligno senza di Te!
Chi può consolare adesso quella povera gente? cosa diranno ancora a queste persone? Sono rimaste sole con la loro angoscia non hanno più nulla! Come sarà la loro vita, che effetto avrà il tutto sulla loro salute?
La mia preghiera è che mio caro Gesù possano essere aiutate, amate e soprattutto che possano cercarti e trovarti! Sei la sola e vera speranza! Che il tuo amore e il tuo aiuto li ricopra!
La vita non si ferma sui binari di questa terra...
Un giorno chi Ti ama e ha scelto di seguirTi sarà con te; camminerà vicino a te, in quel luogo bellissimo, santo ed eterno che stai preparando: La dimora che ci hai promesso.
Questa è la vera speranza, appartenerti è come vivere già il tuo regno nel nostro cuore!
Molti non credono alla Tua Parola, ma molte profezie si sono avverate, tante si stanno già avverando...

Marco 13

Mentre egli usciva dal tempio, uno dei suoi discepoli gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che edifici!»  Gesù gli disse: «Vedi questi grandi edifici? Non sarà lasciata pietra su pietra che non sia diroccata».
  Poi, mentre era seduto sul monte degli Ulivi di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea gli domandarono in disparte:  «Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno del tempo in cui tutte queste cose staranno per compiersi?»
  Gesù cominciò a dir loro: «Guardate che nessuno v'inganni!  Molti verranno nel mio nome, dicendo: "Sono io"; e ne inganneranno molti. Quando udrete guerre e rumori di guerre, non vi turbate; è necessario che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.  Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti in vari luoghi; vi saranno carestie. Queste cose saranno un principio di dolori.  Badate a voi stessi! Vi consegneranno ai tribunali, sarete battuti nelle sinagoghe, sarete fatti comparire davanti a governatori e re, per causa mia, affinché ciò serva loro di testimonianza.  E prima bisogna che il vangelo sia predicato fra tutte le genti.  Quando vi condurranno per mettervi nelle loro mani, non preoccupatevi in anticipo di ciò che direte, ma dite quello che vi sarà dato in quell'ora; perché non siete voi che parlate, ma lo Spirito Santo.  Il fratello darà il fratello alla morte, il padre darà il figlio; i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato sino alla fine, sarà salvato.

Giovanni 14 :1-4
"Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!
Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo?  Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi;  e del luogo dove io vado, sapete anche la via»."

Gesù ritorna, sei pronto?
I Tessalonicesi 4:16-18
“perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre con il Signore. Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole”.

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